Richelieu
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RICHELIEU
Dall'assedio di La Rochelle ai campi di battaglia della Guerra dei Trent'anni, il Cardinale Richelieu si distingue come uno dei grandi architetti del potere francese. Come primo ministro di Luigi XIII, comprese che l'autorità del regno doveva essere rafforzata sia all'interno della Francia che oltre i suoi confini: limitando le forze che rivaleggiavano con lo Stato, spezzando l'accerchiamento degli Asburgo e ponendo la Francia permanentemente al centro degli affari europei.
Richelieu governò secondo un nuovo principio: la raison d'État, o la primazia degli interessi dello Stato. In un'Europa lacerata da rivalità dinastiche e conflitti religiosi, pose gli interessi del regno al di sopra delle solidarietà confessionali. Cattolico e cardinale, non esitò a sostenere gli avversari protestanti della Casa d'Austria quando l'equilibrio di potere e la sicurezza della Francia lo richiedevano.
Questa politica pragmatica, fondata sull'interesse nazionale, sull'arte delle alleanze e sul rifiuto di qualsiasi egemonia continentale, preannunciò i principi della diplomazia moderna. In Diplomacy, Henry Kissinger presenta la Francia di Richelieu come l'introduzione di un approccio moderno alle relazioni internazionali, centrato sullo stato-nazione e guidato dall'interesse nazionale.
Uomo di ferro, costruttore di istituzioni, stratega e visionario, Richelieu contribuì a fare della Francia una delle principali potenze europee. Lo Stato francese—la sua autorità, la sua amministrazione e la sua posizione tra le nazioni—deve una parte fondamentale della sua costruzione a questo straordinario statista.
